GLI ACARI

Cos’è l’acaro

Gli Acari Dermatophagoides sono microrganismi simili ai ragni ed invisibili a occhio nudo, di dimensioni molto inferiori al millimetro di diametro (misurano circa 250 micron, un quarto di mm).
Benché siano chiamati comunemente “acari della polvere”, vivono quasi esclusivamente nei letti, dove si trova oltre il 94% dei loro allergeni.

Solo qui, infatti, trovano le condizioni necessarie alla loro sussistenza:

  1. Assenza di luce solare: gli acari vengono uccisi dalla luce, per questo motivo si annidano negli strati interni del materasso, del cuscino e del piumone.
  2. Temperatura intorno ai 20°C e umidità relativa tra il 60 e l’80% condizioni che vengono garantite dal nostro corpo, che cede umidità e calore costantemente.
  3. Cibo in grande quantità. Come dice il loro nome, gli Acari Dermatophagoides (mangiatori di pelle), si nutrono della forfora e delle scaglie di cute che si staccano continuamente dal nostro corpo (i detriti cutanei che ogni notte lasciamo nel letto sono sufficienti a nutrire mille acari per un mese).

Cosa sono gli allergeni dell’acaro?

Gli allergeni dell’acaro sono gli enzimi presenti nelle particelle fecali dell’acaro. Sono relativamente pesanti, misurano infatti da 10 a 30 micron e non si disperdono nell’aria, ma restano depositati all’interno di materassi, cuscini e piumoni dove vengono prodotti e si accumulano in quantità enormi.
Si entra in contatto con gli allergeni attraverso le vie respiratorie, perché il peso e i movimenti del corpo umano li sollevano quel che basta per farli arrivare al naso.

L’allergia all’acaro (spesso definita erroneamente allergia alla polvere) è la forma allergica più importante nei paesi occidentali, sia per l’ampia diffusione (le abitazioni moderne creano un microclima ideale per la crescita degli acari a quasi tutte le latitudini) sia, soprattutto, per il forte potere allergizzante dell’acaro della polvere.
È infatti stato dimostrato che la sensibilizzazione all’acaro rappresenta il maggior fattore di rischio per lo sviluppo dell’asma e che gli allergeni dell’acaro, creando microscopiche fessure nelle mucose dell’apparato respiratorio, favoriscono il passaggio di altri allergeni facilitando la comparsa di nuove allergie che aggravano il quadro clinico.
Nonostante questi aspetti, le allergie agli acari sono le più facili da controllare con semplici interventi di profilassi ambientale. Difendersi dagli acari della polvere è facile, perché i loro allergeni non sono dispersi nell’aria, ma si accumulano nei materassi, cuscini, coperte e piumoni.
Studi scientifici dimostrano che, rivestendo queste sedi con fodere antiacaro certificate, è possibile ridurre l’esposizione agli allergeni da 100 a 1000 volte entro un mese, con benefici obiettivi e misurabili per le persone allergiche.

Come combattere gli acari

Eliminare quanta più polvere possibile è in ogni caso il provvedimento più importante. Alcuni interventi risultano semplici da mettere in pratica, altri sono più difficoltosi e impegnativi:

  • arieggiare la casa (soprattutto le camere da letto) più volte durante la giornata: in questo modo si abbassa la temperatura e si elimina l’umidità che si accumula particolarmente durante la notte.
  • tutti i giorni esporre al sole e all’aria cuscini, lenzuola, coperte, trapunte e, almeno ogni 15 giorni, anche il materasso: è importante quindi, al di là del materiale di cui è composto, che il materasso sia il più possibile maneggevole. Se non si riesce ad esporre il materasso al sole, occorre passarvi l’aspirapolvere tutte le settimane anche se questo provvedimento non è ugualmente efficace.
  • lavare la biancheria a temperatura superiore ai 60°: ciò permette di uccidere tutti gli acari. Coperte, piumini e biancheria per il letto devono essere lavabili in acqua perché il lavaggio a secco non riesce ad eliminare bene le particelle allergizzanti.
  • pulire regolarmente la casa con l’aspirapolvere che riesce ad aspirare molta polvere, acari morti ed escrementi, a patto che i filtri (i migliori sono i filtri HEPA) vengano sostituiti frequentemente.
  • le pulizie vanno fatte con le finestre aperte e quando la persona allergica è assente. Usare un panno antistatico o un panno umido per eliminare la polvere dai mobili.
  • l’impiego dei pulitori a vapore (es. “vaporella”) è controproducente: emettendo calore e umidità anziché eliminare gli acari, ne stimolano la proliferazione.

In presenza di sintomi allergici gravi potrebbero rendersi necessari alcuni drastici cambiamenti nell’ ambiente domestico come:

  • togliere la moquette, eliminare i tappeti dove la polvere si annida abbondante; sostituire le tende di stoffa con tendine di plastica; preferire lampadari e abat-jour di vetro, ecc…;
  • sostituire divani in stoffa o tessuto con divani in pelle naturale o sintetica;
  • eliminare i soprammobili superflui e sistemare i libri fuori dalle camere da letto quando è possibile;
  • eliminare peluche e pupazzi di lana o lavarli spesso e se non è possibile lavarli, metterli in freezer per 24 ore avvolti in un cellophane per far morire tutti gli acari;
  • nella camera da letto di un soggetto allergico va evitato l’impiego protratto dell’umidificatore che aumenta il livello di umidità ambientale e quindi il numero di acari. Il deumidificatore invece non serve: abbassa il grado di umidità ma non riduce la concentrazione degli acari né delle particelle allergizzanti; può essere utile solo nei casi in cui l’alta umidità favorisce la formazione di muffe.