Esistono almeno 12.000 specie di formiche, classificate in circa 300 generi e 21 sottofamiglie.
Come gli altri insetti, le formiche hanno il corpo diviso in capo, torace e addome.
Hanno sei zampe, apparato boccale masticatore con robuste mandibole e antenne genicolate.
Il colore più tipico delle formiche è nero, ma ve ne sono molte che variano dal rosso all’arancione al giallo e al verde. Le antenne sono costituite da una parte basale, costituita dallo scapo e dal pedicello, ed una flessibile, detta funicolo, costituita da una serie di segmenti il cui numero varia a seconda delle specie.
Le specie di formiche più note diffuse nelle aree a clima temperato e le specie più rilevanti sono riportate nella seguente lista:

La formica fosca (Formica fusca)
comune nei prati, le cui pupe vengono rapite dalla formica amazzone (Polyergus rufescens) che è una specie schiavista obbligata
La formica rossa dei boschi (Formica rufa)
con livrea rosso ruggine, addome, zampe ed antenne di colorazione bruna. Questa specie è priva di pungiglione, ma è capace di lanciare, anche a 30 cm di distanza, potenti getti di acido formico prodotto da un apparato addominale. Diffusa nei boschi di conifere, soprattutto di abeti e larici, dell’Europa, costruisce nidi giganteschi, alti sino a 2 m, che vengono trapiantati anche in altri boschi per la lotta contro gli insetti dannosi
La formica mietitrice (Messor barbarus)
che accumula semi e frutta in camere asciutte e, più tardi, mediante la saliva, riduce queste provviste in una sorta di pappa che serve di nutrimento alle larve
Le formiche erculee e le formiche rovinaboschi (genere Camponotus)
che scavano gallerie e celle nelle conifere, nelle querce e nei lecci
La formica del miele (Myrmecocystus mexicanus)
del Messico e degli Stati Uniti meridionali, le cui operaie raccolgono il liquido zuccherino dalle galle di alcune querce e, tornate al nido, lo rigurgitano a operaie che hanno l’unico compito di funzionare come serbatoi alimentari
Le formiche tagliafoglie (generi Atta e Acromyrmex)
che vivono nell’America tropicale e sono così chiamate perché le operaie predatrici tagliano le foglie, triturano i frammenti, li riducono in masserelle che attaccano l’una all’altra, li incorporano in una massa di sostanza vegetale sulla quale fanno crescere un fungo, di cui poi si nutrono: le colonie molto numerose sono particolarmente dannose
Le formiche scacciatrici (sottogenere Anomma, genere Dorylus)
così dette perché quando invadono un territorio, ogni animale è costretto ad abbandonare la propria abitazione
Le formiche legionarie o formiche soldati o formiche delle armate (genere Eciton)
La formica amazzone (Polyergus rufescens)
La formica argentina