Metcalfa pruinosa, di colore grigio-bruno scuro ricoperto non uniformemente da cera bianca, è un omottero della famiglia dei flatidi di origine americana. Osservata per la prima volta in Italia nel 1979 nei dintorni di Treviso, questa specie si è diffusa rapidamente grazie soprattutto all’elevata polifagia (più di 200 piante ospiti). L’adulto è lungo circa 7-8 mm e presenta in posizione di riposo delleali trapezoidali tenute a tetto sull’addome. Se disturbato si sposta con rapidi salti o brevi voli. Le neanidi e le ninfe sono facilmente individuabili grazie alla abbondante presenza di secrezione cerosa biancastra mista alle esuvie che ricoprono la vegetazione.
L’uovo è di color bianco perlaceo e di forma allungata, presenta due solchi longitudinali paralleli; viene inserito singolarmente in anfratti e screpolature della corteccia di numerose piante arboree o arbustive.
Piante ospiti: Questo flatidae può vivere su numerose piante ornamentali utilizzate nelle alberature stradali, nei parchi e nei giardini (platano, tiglio, pioppo, ippocastano, acero, oleandro, magnolia, alloro, betulla, ficus, ecc.) e su piante di interesse agrario (massicce infestazioni sono state segnalate su vite, soia, kaki, olivo e actinidia). Gli incolti erbacei e quelli arbustivi di acero campestre, rovo, salice, ligustro e robinia costituiscono potenziali serbatoi d’infestazione e di diffusione.
Danni: Dotata di apparato boccale pungente succhiante, M. pruinosa si nutre aspirando dai vasi floematici la linfa elaborata. Solo in presenza di un elevato grado di infestazione l’attività trofica può provocare un rallentamento nello sviluppo dei germogli. Più consistenti risultano invece i danni indiretti dovuti all’abbondante produzione di cera e melata che imbrattano la vegetazione e al conseguente sviluppo di fumaggini. Questi danni estetici sono particolarmente temuti sulle colture florovivaistiche in quanto possono provocare gravi deprezzamenti.