PROCESSIONARIA DEL PINO

Nome: Traumatocampa (=Thaumetopea) pityocampa
Famiglia: Thaumetopoeidae

Che cos’è

Thaumetopoea (=Traumatocampa) pityocampa è un Lepidottero defogliatore
che vive parassitando in primis il pino nero (Pinus nigra), ma può infestare
anche il pino silvestre (Pinus silvestris), il pino marittimo (Pinus pinaster) e varie
specie di cedro.
L’insetto compie una generazione all’anno.
L’adulto si sviluppa in una farfalla con ali anteriori di colore grigio e ali posteriori
bianche con una macchia nera posta a metà del margine inferiore.
La larva è di colore grigio ardesia nella regione dorsale e giallastra ai lati sul
ventre,
provvista di tubercoli che portano ciuffi di peli color ruggine.
A maturità le larve raggiungono la lunghezza di 40 mm.

Come si sviluppa

Gli adulti hanno vita breve, intorno alle 24 – 48 ore e sfarfallano in genere
dalla metà di giugno a tutto agosto.
Le uova vengono deposte a manicotto intorno ad una coppia di aghi;
l’incubazione si compie in 30 – 40 giorni e dopo la schiusa le larve iniziano
subito a nutrirsi degli aghi. Contemporaneamente, con i loro fili sericei,
costruiscono nidi provvisori. In ottobre, alla fine della terza età, formano un
nido più voluminoso all’interno del quale superano l’inverno.
Il completo sviluppo corporeo viene raggiunto attraverso 5 età di larve,
intervallate da 4 mute. A partire dalla fine di marzo fino a tutto il mese di aprile (in base alle condizioni
ambientali), le larve mature abbandonano la pianta ospite e si spostano in processione alla ricerca di
un luogo adatto per penetrare nel terreno e trasformarsi in crisalidi. Le crisalidi rimangono in una
condizione di sviluppo arrestato (diapausa) fino all’estate all’interno di un bozzolo a 5-20 cm di
profondità, ma molto spesso la diapausa si protrae per anni.

Perchè è dannosa

Le larve, nutrendosi degli aghi, provocano disseccamenti della chioma e defogliazioni.
Le infestazioni si caratterizzano spesso con fluttuazioni graduali delle popolazioni, il cui culmine si
manifesta ogni 5 – 7 anni, a seconda delle condizioni ambientali.
Più gravi sono invece i problemi connessi alla presenza dei peli urticanti sul corpo delle larve a partire
dalla terza muta. Le larve sono pertanto pericolose per le persone e gli animali domestici, soprattutto
nella fase di fuoriuscita dai nidi.

Cosa cercare

  • Durante l’inverno, nel periodo tra novembre e febbraio, occorre
    controllare le piante per verificare la presenza di nidi sulla
    chioma soprattutto nelle parti più alte ed esposte al sole.
  • In primavera, tra la seconda metà di marzo e la fine di aprile, le
    larve abbandonano i nidi e la presenza delle processioni coincide
    con il momento di massima pericolosità.
    È pertanto fondamentale evitare qualunque contatto diretto con
    le larve.
  • A fine estate, tra l’ultima decade di agosto e la prima metà di settembre, nelle parti alte della
    chioma possono essere individuate le uova che vengono deposte dalle femmine a manicotto tra due
    aghi e sono ricoperte dei peli dell’addome.
    Per l’individuazione delle uova si consiglia di controllare piante infestate nell’annata precedente,
    e di prelevare i rami più esterni, con l’ausilio di uno svettatoio.

Come intervenire

In inverno vanno tagliati e distrutti i nidi, adottando tutte le protezioni individuali indispensabili per
evitare il contatto con i peli urticanti delle larve.
Nella prima metà di giugno possono essere installate le trappole ai feromoni per la cattura massiva
dei maschi adulti. Le trappole vanno fissate su un ramo in posizione medio – alta e sul lato sud ovest
delle piante. In parchi e giardini si consigliano 6 – 8 trappole/ha, distanti tra loro 40 – 50 metri.
Nei rimboschimenti e nelle pinete vanno collocate ogni 100 metri, lungo il perimetro e
le strade di accesso. È opportuno posizionare le trappole nei punti più soleggiati e dove
l’infestazione è di solito maggiore.
All’inizio dell’autunno (indicativamente dalla seconda metà di settembre alla prima settimana di
ottobre) sulle piante infestate l’inverno precedente è possibile effettuare 1-2 trattamenti a base di
Bacillus thuringiensis. Si tratta di un formulato microbiologico innocuo sia per l’uomo che per gli insetti
utili e gli animali domestici.

La lotta alla processionaria è obbligatoria su tutto il territorio nazionale “nelle aree in cui le strutture
regionali individuate per le finalità di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, competenti per
territorio, hanno stabilito che la presenza dell’insetto minacci seriamente la produzione o la
sopravvivenza del popolamento arboreo” ai sensi del DM 30 ottobre 2007.
Nelle aree in cui sussiste un rischio per la salute delle persone o degli animali a seconda delle
disposizioni dell’autorità sanitaria competente si possono impostare i seguenti interventi:

  • Rimozione invernale dei nidi (bozzoli)
  • Cattura delle larve con trappole a cattura massiva (collare per processionaria)
  • Monitoraggio e cattura degli adulti con trappole ai feromoni
  • Trattamenti con Bacillus Thurngensis

IL COLLARE PER LA PROCESSIONARIA DEL PINO

Caratteristiche

Questa trappola, da posizionare sul tronco degli alberi, intercetta le larve in fase di discesa
dagli stessi.
Le larve di processionaria si spostano sempre in fila indiana (in processione), si nutrono degli
aghi dei pini provocando molti danni come la defogliazione del pino e l’indebolimento
dell’albero.
Le larve inoltre hanno il corpo ricoperto di peli estremamente urticanti.

Diametro protetto: 45 cm (circonferenza 140 cm)
Accessori: prolunga da 70 cm di lunghezza.

D.D.I. esegue il servizio completo

  • Monitoraggio estivo degli insetti adulti
  • Trattamento autunnale con Bacillus thuringensis
  • Posizionamento Collare per processionaria
  • Ritiro sacchetto di raccolta a fine processione
  • Smaltimento delle processionarie