DEMUSCAZIONE – DISINFESTAZIONE MOSCHE

La disinfestazione contro le mosche avviene innanzitutto apportando le dovute misure di igiene ambientale:

  • Smaltimento quotidiano dei rifiuti;
  • pulizia periodica dei cassonetti;
  • pulizia programmata e metodica dei locali.
  • In ambiente zootecnico:
  • ricambio giornaliero delle lettiere nelle stalle;
  • accumulo corretto del letame in concimaie idonee;
  • per implementare poi una corretta prassi di controllo è necessario effettuare un’approfondita ispezione degli ambienti;
  • e attuare un adeguato programma di controllo e prevenzione (chiusura dei punti di accesso).
  • E’ compito del tecnico disinfestatore:

  • effettuare un sopralluogo sia all’interno che all’esterno dei locali;
  • prendere atto delle metodiche di produzione, del tipo di impianti e dello smaltimento dei rifiuti;
  • individuare tutti i possibili focolai d’infestazione sia interni che esterni;
  • localizzazione di eventuali punti d’accesso, di passaggio, e presenza di nidi.

Progetto industria alimentare

All’interno dei locali si procede posizionando delle efficaci lampade UV (il numero varia in base alla metratura dei locali da coprire). Tali lampade, onde ovviare l’entrata di insetti volanti indesiderati, vengono abitualmente posizionate anche in prossimità degli accessi.
Queste trappole luminose sfruttano l’attrazione che la luce UV esercita sugli insetti volanti (metodo più utilizzato dalle principali industrie alimentari europee). Esistono vari modelli di lampade, ma i metodi di cattura sono principalmente due:

  • Lampade a griglia elettrificata, il cui utilizzo è però assolutamente sconsigliato nelle aree di lavorazione o produzione di alimenti, in quanto l’insetto, posizionandosi sulla griglia elettrificata, esplode facendo cadere nell’area sottostante piccoli frammenti;
  • Lampade UV con piastra adesiva (quelle di fatto più utilizzate all’interno sia di industrie alimentari che presso ristoranti). Il principio è il medesimo della tipologia precedente, ma in questo caso gli insetti volanti vengono catturati dalla piastra adesiva (da sostituirsi mensilmente) senza provocare rischio di contaminazione degli alimenti.

Grazie all’utilizzo di lampade UV è possibile ridurre i trattamenti tramite insetticida all’interno dei locali e ciò anche in periodi dell’anno in cui la presenza di insetti presso i locali è rilevante. Per quanto riguarda la programmazione di trattamenti esterni con prodotti larvicidi o con insetticidi adulticidi residuali vi rimandiamo alla tabella sottostante il capitolo successivo.

Lotta biologica
prevede l’utilizzo di insetti utili (predatori e parassiti delle mosche) che depongono le proprie uova all’interno delle pupe di mosca. Dalle pupe di mosca parassitate fuoriescono, anziché adulti di mosca, adulti del parassita. Il contributo di questo sistema di lotta è notevole nel periodo primaverile, quando i cicli biologici della mosca risultano essere ancora rallentati.
Trappole ecologiche per la cattura massiva
dotate di attrattivo organico le trappole si attivano con l’aggiunta di acqua, sono particolarmente indicate per essere utilizzate in esterno (vedi camping, verande esterne di ristoranti, ecc.).
Regolatori di crescita IGR – trattamenti larvicidi
danno un notevole contributo nella lotta larvicida, durante le quali vengono abbondantemente irrorati tutti quei substrati (letame, liquame e perimetri) indispensabili per lo sviluppo delle larve.
Trattamenti con insetticida adulticida abbattente
vengono effettuati normalmente per contenere gli insetti adulti presenti esternamente (vegetazione, steccati, ecc.).
Trattamenti con insetticidi residuali
in Italia, come in molte parti del mondo, le mosche sono diventate particolarmente resistenti agli insetticidi, e ciò a causa della loro capacità di avere cicli biologici molto veloci durante la stagione estiva.
Pertanto anche se stiamo parlando di insetticidi residuali, teniamo in considerazione che non si può pretendere lunghi periodi di residualità (di norma non si va oltre le 3 settimane).

La Mosca

Ordine: Ditteri

Sottordine: Brachiceri

Famiglie: Muscidae, Calliphoridae, Sarcophagidae, Piophilidae e Drosophilidae

In tutto il mondo esistono circa 95.000 differenti specie di mosche.
Temibili insetti a metamorfosi completa (uovo, larva, pupa e adulto), le mosche vivono in media circa 10-20 giorni, tranne la femmina svernante, la quale può sopravvivere anche dei mesi, morendo solo dopo la deposizione delle uova. Parassite dell’uomo, molto mobili e cosmopolite, sono infatti in grado di seguire ovunque la specie umana.

Mosche di importanza sanitaria

  • Fannia canicularis L.: mosca della lettiera dei polli
  • Stomoxys calcitrans L.: mosca cavallina
  • Calliphora erytrocephala M:. moscone blu della carne
  • Calliphora vomitoria L.: moscone blu della carne
  • Lucilia caesar L.: mosca verde della carne
  • Lucilia carnacina L.: mosca verde della carne
  • Sarcophaga carnaria L.: moscone grigio della carne
  • Piophila casei L.: mosca del formaggio
  • Drosophila spp.: moscerini dell’aceto

Riproduzione e sviluppo

In condizioni atmosferiche ottimali (temperatura di circa 30°C) ed in ambienti ricchi di nutrimento, le mosche sono in grado di accoppiarsi fin dalle prime ore successive lo sfarfallamento, ossia il passaggio dallo stadio di pupa a quello di adulto. L’individuo maschio ha una vita sessuale particolarmente attiva, per cui un solo insetto di sesso maschile è in grado di fecondare fino a 50 femmine, che però, una volta inseminate in genere accettano un solo accoppiamento (di fatto sufficiente per tutte le uova di cui sono provviste) respingendo ulteriori eventuali corteggiatori successivi. Durante l’accoppiamento le femmine sono fortemente attratte da cumuli di rifiuti in cui deporre le uova fecondate. Infatti, è presso substrati di particolari sostanze organiche in decomposizione, sufficientemente caldi ed umidi (vedi letamai ed immondizie), in grado pertanto di garantire il nutrimento alle future larve, che le mosche depongono le uova.

Danni

I danni diretti sono quelli causati dalle larve che provocano e accelerano fenomeni di putrefazione nei substrati infestati (vedi la carne fresca). Le larve assimilate con alimenti infestati possono provocare miasi ed altri disturbi intestinali. Gli insetti adulti sono vettori di numerosissimi patogeni che raccolgono sia per contatto che nutrendosi di sostanze di ogni genere e che veicolano sulle derrate visitate.
La trasmissione di agenti patogeni può avvenire in diversi modi:

  • Presenti sul corpo delle mosche possono venire a contatto con gli alimenti, gli oggetti o i mobili su cui esse si posano;
  • Oppure possono trovarsi ancora vitali all’interno dei loro escrementi rilasciati ovunque negli ambienti (mobili, alimenti, ecc.);
  • Infine, presenti nella saliva, poiché le mosche non possiedono un apparato masticatore, bensì succhiatore, gli agenti patogeni raccolti vengono sparsi ovunque e rigurgitati sugli alimenti, ecc. insieme agli enzimi digestivi.

Musca domestica

Lunghezza: 7-8 mm

Diffusione: cosmopolita, è presente ovunque nel mondo

Molto prolifica, molto mobile e alla continua ricerca di cibo su cui si posa lasciando ovunque deiezioni e patogeni (dal latte agli escrementi). Specie parassita dell’uomo. Non morde né tantomeno punge.
Nell’arco di soli 4-12 giorni, la femmina di questa specie è in grado di deporre anche più di 1.000 uova, e fino a 150 ad accoppiamento su sostanze di origine animale o vegetale in decomposizione (escrementi, carne in putrefazione, ecc.).

Musca carnaria

Lunghezza: 13-15 mm

Diffusione: Europa e Africa

Comunemente chiamato moscone grigio della carne, in quanto di dimensioni maggiori e dal volo molto rumoroso, predilige la carne che, grazie al suo olfatto infallibile e sviluppato, è capace di fiutare anche a distanza di centinaia di metri. Specie molto comune, parassita dell’uomo e vivipara, poiché le sue uova si schiudono poco prima della deposizione. Infatti, le femmine dei Sarcofagidi non depongono uova, ma larve che iniziano immediatamente a nutrirsi e completano il ciclo vitale in relazione alle condizioni ambientali e al substrato nutritivo, (in media 8-25 giorni). Le larve di Sarcophaga carnaria infestano sostanze ricche di proteine come la carne in putrefazione, cadaveri di animali e insetti (necrofagia), substrati organici in generale, oltre a sostanze vegetali in decomposizione. Le larve di Sarcophaga carnaria sono famose anche con il nome di “bigattini” e comunemente utilizzate come esche per la pesca.

Calliphora vicina

Lunghezza: 6-13 mm

Diffusione: cosmopolita

Specie molto comune che vive in prossimità dell’uomo. È attirata dalle sostanze organiche di origine animale in via di decomposizione. Ogni femmina depone in media 600 uova sulle carogne. Le larve si sviluppano nei cadaveri.

Gasterophilus intestinalis

Lunghezza: 12-15 mm

Diffusione: cosmopolita

Rinomato parassita dei cavalli e degli asini. La femmina depone diverse centinaia di uova sulla pelle dell’ospite, in particolare nella parte anteriore del corpo. Le larve rimangono racchiuse all’interno dell’uovo fino a quando non vengono leccate dall’animale parassitato. Dopo essere rimaste per diversi giorni sulla lingua dell’animale continuano il proprio sviluppo nello stomaco. Giunte a maturità vengono evacuate con le feci.