Origine e diffusione: Cameraria ohridella è un lepidottero appartenente alla famiglia dei gracillaridi originario dei Balcani. In Italia questa specie è stata segnalata per la prima volta a Dobbiaco nel 1992 e si è poi diffusa rapidamente in tutto il Triveneto.
Biologia e danni: Nei nostri ambienti questo insetto produce 3-4 generazioni all’anno. Trascorre l’inverno allo stadio di crisalide, riparata nelle foglie secche cadute al suolo e più raramente allo stadio adulto. In primavera gli adulti compaiono agli inizi di maggio. Le femmine depongono singole uova sulla pagina superiore delle foglie dell’ippocastano. Le larve scavano delle mine che si espandono fino a diventare lunghe anche 4 cm. In caso di forti attacchi, una singola foglia può essere interessata da molte mine che confluiscono e portano al completo disseccamento della foglia. Di conseguenza diminuisce drasticamente la capacità fotosintetica della pianta fino ad arrivare alla caduta anticipata delle foglie. Nei casi più gravi si può verificare una seconda fioritura a fine estate. I contorni della mina, la larva del minatore ed i suoi escrementi sono ben riconoscibili osservando le foglie colpite in controluce.
Difesa: Per limitare l’infestazione in primavera è di fondamentale importanza la raccolta ed eliminazione autunnale delle foglie cadute a terra, che ospitano le crisalidi destinate a passare l’inverno. Sempre allo scopo di limitare la popolazione di questo insetto minatore è consigliabile asportare e distruggere periodicamente le foglie cadute a terra anche durante la stagione estiva. Gli adulti sfarfallati dalle crisalidi svernanti si raccolgono in gran numero sul tronco e possono essere eliminati selettivamente trattando il tronco stesso con insetticidi di contatto (ad esempio piretroidi). Quando risultano impiegabili trattamenti chimici alla chioma, buoni risultati possono essere ottenuti controllando la prima generazione con insetticidi chitina-inibitori. Questi regolatori di crescita devono essere distribuiti all’inizio dei voli (fine aprile, primi di maggio) in modo da colpire le uova e le larve ancora molto piccole.